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Rigenerazione urbana in superficie

Rigenerazione urbana in superficie

In un’ottica di riduzione delle risorse economiche e finanziarie causate da una recessione relativamente stagnante (in alcune aree d’Europa il PIL continua a non crescere secondo le aspettative) alla cultura dell’espansione urbana “senza limiti” si è contrapposto un ripensamento sull’ambiente già urbanizzato in cui la riqualificazione riveste un ruolo centrale. (Cfr. Gervasini, 2013, p. 64). Secondo questa logica la città dovrebbe essere ripensata in termini di qualità urbana, mobilità, ruolo degli spazi aperti ecc. mentre le tecnologie impiegate dovrebbero essere orientate verso l’efficienza energetica (smart city). Un nuovo “corso” che ha prodotto numerosi interventi significativi in tutto il Mondo, in particolare in Europa e che probabilmente non subirà trasformazioni sostanziali, nonostante gli esiti delle recenti elezioni presidenziali USA. 

L’insieme degli interventi volti a ripensare gli ambienti già urbanizzati è solitamente definito “rigenerazione urbana”. Gli obiettivi della rigenerazione urbana sono il ripristino della vivibilità dei luoghi oggetto di intervento e l’incremento dell’economia. Gli interventi dovrebbero favorire la coesione sociale, contenendo il consumo di suolo e riducendo la crescita rapida e disordinata delle periferie. L’esito finale dovrebbe portare ad un miglioramento duraturo delle condizioni fisiche, sociali, economiche e ambientali di un’area che è soggetta a cambiamento (Cfr. Garsia, 2015, p. 71-72). L’integrazione di questi tre aspetti (sociale, economico, ambientale) è la principale caratteristica della “rigenerazione urbana” (Cfr. Musco, 2009, p. 50-51).

L’argomento “rigenerazione urbana” è affrontato anche nel DDL governativo “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato”, approvato dalla Camera dei deputati il 12 maggio 2016 e in corso di esame in commissione (5 luglio 2016). In particolare  l’articolo 2, comma 1, lettera e) oltre agli interventi urbanistici, edilizi e socio-economici estende il concetto di rigenerazione urbana alle attività di agricoltura urbana (orti urbani, didattici ecc.). In quest’ottica anche gli interventi di “rammendo” (piccola manutenzione, mobilità lenta, verde pubblico, laboratori di borgata ecc.) proposti dal gruppo di ricerca G124 promosso dal senatore Renzo Piano si innestano in un programma di rigenerazione urbana.

 

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Questo articolo è stato inserito il 11/01/2017 nella categoria Tecnologie, letto 1155 volte

Tags: architettura tessile



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